Il lilla non è stato solo un colore ma il filo invisibile che ci ha uniti in occasione della presentazione del libro “Anche se non sto gridando” a cura di Cinzia Proietti. Un viaggio nel tema della violenza silenziosa, declinata in dodici racconti, che formano un vero e proprio romanzo corale e che accendono una luce su quei luoghi bui dove spesso le ferite si fanno silenziose ma profonde.
Conosciamo quanto sia importante l’educazione emotiva dei giovani, perché educare alle emozioni significa dare ai ragazzi e alle ragazze gli strumenti per riconoscere quando stanno male, per chiedere aiuto, per non sentirsi sbagliati quando la vita li mette alla prova. Come Fondazione Cotarella, ogni giorno incontriamo ragazzi e ragazze che cercano di dare un nome al loro dolore. Una ricerca continua e sappiamo quanto sia facile pensare che se nessuno ti vede soffrire, allora forse non stai soffrendo abbastanza.
E invece no. Il dolore invisibile, quello che non si vede, spesso è quello che fa più fatica a guarire.
“Il romanzo – spiega Roberta Argenti (Dalia Edizioni) – è perfettamente in linea con le scelte della nostra casa editrice, dedicata alla narrativa contemporanea per raccontare il presente ed essere liberi. Presenta 12 punti di vista diversi in un contesto teatrale che ne forma la traccia narrativa. Protagonista 6 coppie che raccontano una storia rispettando un tema, alla fine arriverà la catarsi, dove chi legge si fa carico di qualcosa, condividendolo, perché il problema non è solo di chi subisce una violenza, ma di tutti noi che dobbiamo imparare a guardare il mondo con occhi diversi”.
Alessandra D’Egidio, scrittrice dei due racconti sull’Attenzione dedicati al tema dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione afferma “Scelgo sempre storie che prevedono una rinascita. Ho scelto la storia di una dodicenne sportiva che vive il dramma della solitudine nello sport, che le chiede un conto molto alto. Un racconto dedicato anche alle storie delle nostre ‘Farfalle’ (le campionesse di ginnastica ritmica finite al centro della cronaca per i disagi vissuti in allenamento, che le ha portate a soffrire di DNA). Due le visioni iconiche della storia: il significato della bocca, sia per parlare che per mangiare, e il senso del volo, che dà il titolo al racconto. Le storie presentate sono tutte importanti, perché i libri hanno un forte impatto sui ragazzi, che possono vedersi a specchio in quello che scelgono e permettono di guardarsi dentro, cambiando le loro vite”.
Ci sono libri che ti accompagnano qualche ora e poi ci sono libri che ti restano addosso, come certi pensieri di cui non riesci a liberarti.
Un momento di condivisione e riflessione, dove parole e emozioni si sono incontrate e sono state accompagnate da un calice di Tellus dal Fiocchetto Lilla, simbolo di una causa che ci sta a cuore.